19 febbraio 2021 di Massimo Fuggetta

La grande opportunità dei PIR Alternativi

Borsa Italiana, Made in Italia Fund

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Nel 2021 i risparmiatori italiani hanno a disposizione uno strumento di investimento estremamente conveniente: i Piani Individuali di Risparmio (PIR) Alternativi.

Come i PIR originali lanciati nel 2017, i PIR Alternativi godono di un notevole vantaggio fiscale: l’esenzione dall’imposta sui guadagni in conto capitale dopo un periodo di detenzione di 5 anni. Entrambi inoltre permettono di azzerare l’imposta di successione.

Il sostanzioso incentivo scaturisce dalla volontà del legislatore di accrescere la quota di risparmio italiano investito nelle piccole e medie imprese (PMI) del Paese, al fine di favorirne e finanziarne la crescita. A tal scopo, sia i PIR originali che i PIR Alternativi devono essere investiti per almeno il 70% in titoli di aziende italiane.

Ma ci sono due importanti differenze tra PIR originali e PIR Alternativi:

  • Nei PIR originali solo il 5% del 70% – ossia il 3,5% del totale – deve essere investito in PMI. Il resto può essere investito nei primi 100 titoli del mercato – i maggiori 40 inclusi nell’indice MIB40 e i successivi 60 inclusi nell’indice Mid Cap.

Nei PIR Alternativi, invece, l’intero 70% deve essere investito in PMI.

  • Nei PIR originali è possibile investire fino ad un massimo di 30.000 euro all’anno.

Nei PIR Alternativi, invece, si può investire dieci volte tanto, fino ad un massimo di 300.000 euro all’anno.

Dunque i PIR Alternativi rispondono in maniera molto più mirata ed efficace all’obiettivo di convogliare il risparmio italiano verso le PMI del Paese.

Ci sono attualmente circa 370 società quotate in Borsa Italiana, per un valore complessivo di circa 590 miliardi di euro. Di queste, le prime 40 in ordine di capitalizzazione sono incluse nell’indice MIB40 e hanno un valore complessivo di circa 480 miliardi, pari all’81% del totale. Le successive 60 sono incluse nell’indice Mid Cap e hanno un valore complessivo di 88 miliardi, pari al 15% del totale. Dunque le prime 100 società rappresentano il 96% del valore del mercato. Le rimanenti 270 società valgono complessivamente solo il restante 4%. Sono queste le PMI che hanno più bisogno del sostegno dei risparmiatori italiani. Circa la metà di esse sono quotate sul mercato principale e valgono circa 16 miliardi di euro, mentre per l’altra metà sono quotate su AIM e valgono circa 6 miliardi:

Dunque il 3,5% destinato alle PMI nei PIR originali equivale all’incirca al loro peso di mercato. I PIR originali offrono un incentivo ad investire in aziende italiane, ma, malgrado il dettato della legge, non sono specificatamente mirati alle PMI.

È solo con i PIR Alternativi che l’obiettivo fondamentale della legge sui PIR viene pienamente realizzato. Nei PIR Alternativi l’intero 70% destinato alle aziende italiane deve essere investito in PMI. Le PMI rappresentano solo il 4% del valore del mercato, ma sono quasi tre quarti del numero di aziende quotate:

270 società con un valore complessivo di circa 22 miliardi. È questo l’universo su cui si focalizzeranno i PIR Alternativi. Convogliando il risparmio italiano sulle PMI quotate, i PIR Alternativi daranno un essenziale contributo al finanziamento della loro crescita, potenziandone il valore e aumentandone la liquidità.

Solutions Capital Management (SCM) SIM – essa stessa un’azienda quotata su AIM – è stato il primo intermediario italiano a lanciare a dicembre 2020 una linea di Gestione Patrimoniale in PIR Alternativi. Per la gestione del 70% investito in PMI, SCM ha scelto di avvalersi della consulenza di Bayes Investments.

Su queste premesse, SCM e Bayes si attendono alti rendimenti per la linea di gestione PIR Alternativi. I rendimenti saranno resi ancora più attraenti dal sostanzioso vantaggio fiscale, che alla fine dei 5 anni permetterà l’esenzione dall’imposta sui guadagni in conto capitale pari al 26%, ossia più di un quarto del rendimento cumulato.

Per toccar con mano l’importanza dell’esenzione fiscale, ipotizziamo un investimento di 100.000 euro e un rendimento annuale medio del 10%. Alla fine dei 5 anni, il valore dell’investimento sarà salito a 161.051 euro, realizzando un guadagno capitale di 61.051 euro. Se questo fosse tassato al 26%, il guadagno si ridurrebbe a 45.178 euro. La differenza, pari a 15.873 euro, è l’extra rendimento derivante dall’esenzione. In termini percentuali, il rendimento cumulato è del 61,05%, contro un 45,18% di un equivalente rendimento tassato. L’extra rendimento è dunque del 15,87%, pari al 26% del rendimento lordo. Per avere lo stesso rendimento, un investimento soggetto a tassazione dovrebbe realizzare un rendimento annuale medio del 12,79%, ossia quasi il 3% in più all’anno.

Con il nuovo anno, vorremmo dunque incoraggiarvi a considerare un investimento nella linea di gestione PIR Alternativi di SCM SIM, di cui vi riassumiamo i notevoli vantaggi:

  • Un alto rendimento atteso derivante dall’investimento nelle più attraenti PMI italiane quotate.
  • Un sostanzioso vantaggio fiscale, pari al 26% del rendimento cumulato.
  • Un azzeramento dell’imposta di successione.
  • Un contributo alla crescita economica del Paese, attraverso il sostegno finanziario alle PMI che hanno più bisogno di capitali.

Qui trovate la brochure di SCM SIM.

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